29/03/2012
Papà separati che vivono in miseria
Volevo condividere con voi questo articolo, visto oggi su l'Espresso.it il cui titolo mette i brividi. Papà separati, i nuovi poveri e continua: Affollano le mense di beneficenza, a volte si riducono a vivere in automobile, spesso cadono in depressione ed entrano in una spirale da cui è difficilissimo uscire. E sono quasi un milione quelli già precipitati nella miseria.
Ci tengo a precisare che condivido in pieno ciò che leggete nell'articolo scritto dalla giornalista Silvia Cerami:
«Mi hanno derubato dell'amore dei miei figli, una delle cose più brutte che possa capitare a un uomo», «se non avessi avuto i miei genitori e la solidarietà degli amici sarei un senza tetto», «vivo in un ripostiglio di 7,3 metri quadrati con un letto, una scrivania e una sedia al settimo piano su un terrazzo», «per mangiare vado a Sant'Egidio e ho trovato un letto all'asilo notturno».
Antonio, Sergio, Stéphane, Marco. Storie di esistenze precarie. Storie di padri disperati che gridano «rivogliamo i nostri figli». Padri defraudati dell'affetto, ridotto spesso a rituali deprimenti, e padri privati di ogni effetto economico . In Italia sono 4 milioni e secondo l'Eurispes l'80 per cento di loro non riesce a vivere del proprio stipendio, tanto che 800 mila sono sotto la soglia della povertà. E così quando non possono contare sui genitori o su un'auto da trasformare in casa, finiscono davanti alle mense di carità, in cerca di un piatto caldo e di un luogo in cui dormire.
In fila, insieme ai senza tetto, per sostenere gli obblighi economici della separazione.
Eppure in Italia, dal 2006 è in vigore l'affido condiviso. Una norma che ha rivoluzionato il diritto di famiglia perché «stabilisce di assicurare la bigenitorialità al minore con l'affidamento dei figli ad entrambi i genitori, mettendo fine all'anacronismo di considerare il padre come un genitore del tempo libero. Inoltre prevede che entrambi i genitori debbano provvedere al sostentamento economico dei figli» spiega l'avvocato Massimiliano Gabrielli, coordinatore nazionale dell'Associazione SOS Padri separati che offre assistenza legale a molti padri, «ma è una rivoluzione solo sulla carta, perché la pessima applicazione e l'orientamento dei tribunali rendono nulli i propositi del legislatore».
Gabrielli non è l'unico a riscontrare «un automatismo preconcetto che determina la prevalenza dell'affidamento alle madri». Tiziana Arsenti, rappresentante legale di 'Papà Separati', da anni studia il fenomeno e non ha dubbi: «Su 1020 sentenze campione da Bolzano a Palermo nel 90 per cento dei casi la legge in vigore non viene applicata: i giudici concedono il condiviso solo formalmente, perché i contenuti dei provvedimenti, ossia i tempi di permanenza con i figli e l'assegno sono ancora quelli dell'affidamento esclusivo. Il mantenimento diretto viene negato nel 98 per cento dei casi anche tra due ex coniugi con lo stesso reddito».
Quasi sempre, in base a un principio non scritto, ma consolidato, non viene garantita la parità e la donna diviene portatrice di diritti consolidati e l'uomo portatore di soli doveri. E così, tranne casi sporadici, come la recente decisione del Tribunale per i minorenni di Trieste di assegnare la casa alla figlia e far alternare i genitori nelle visite, ciò che accade nei tribunali rasenta l'incredibile.
Alla Corte di Civitavecchia e a quella di Brescia hanno pensato persino di prestampare i provvedimenti. Ingannevoli spazi vuoti con sentenze già stabilite. Non c'è alcuno spazio da riempire per l'affidamento, perché scrivono' 'i figli vengono affidati congiuntamente ad entrambi i genitori, con residenza presso la madre che si occuperà della ordinaria amministrazione'. Così come non ci sono spazi da riempire al momento di stabilire le misure economiche 'stabilisce che il marito versi'. Non è prevista una casistica differenziata, non è previsto che la moglie possa avere un reddito triplo, che il marito abbia perso il lavoro o sia in cassa integrazione. Dal tribunale fanno sapere che si tratta di un refuso.
Un refuso di cui nessuno si è accorto per 5 anni (fino alla scorsa estate questa modulistica si poteva scaricare direttamente dal sito del Ministero di Giustizia n.d.r.). E sorprendentemente scompare anche la notoria lentezza della giustizia italiana: bastano appena 27 minuti per mettere fine all'amore. E' questa la media calcolata dall'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione Matrimonialisti Italiani. «27 minuti cruciali in cui nella prima udienza i giudici decidono la sorte di una famiglia. E' il tempo dedicato per stabilire il provvedimento provvisorio che si trasforma in definitivo per molto tempo. Perché se tutto va bene tra separazione e divorzio consensuale sono almeno 4 anni e mezzo, se va male un divorzio giudiziale arriva a 13 anni. Due secondi per dire sì, 13 anni per dire no».
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25/01/2012
Lettera di un cane in maschera
Sono ridicolo lo so so, ma sei stato tu a volermi vestire così ed io sono sempre felice d’accontentarti.
A volte ho paura, paura di non rivedere più la mia cuccia… e la mia ciotola.
Tu hai mai avuto paura, amico mio? Ti prego non rendere reale questo incubo. Non abbandonarmi, non lasciarmi solo. Non rendere la mia vita brutta, come quella di qualcuno di voi umani, che da tanto tempo hanno dimenticato cos’è l’amore vero.
Scodinzolando con affetto, e con un adorante srlup
ti auguro il meglio di questo mondo!
firmato: il tuo cane.
P.S. io non ho paura della morte come voi umani: accetto la transitorietà della mia esistenza.
11:46 Scritto da: nomdeplumes in animali, blog life, dissertazioni, opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: lettera di un cane in maschera, preghiera di un cane, non abbandoniamoli | OKNOtizie |
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23/01/2012
10 regole per restare giovani a lungo
COME RIMANERE GIOVANI PER SEMPRE
1. Gettate via i numeri non essenziali, inclusa l’età, il peso e l’altezza. Che se ne preoccupi il vostro medico, è per questo che lo/la pagate
2. Conservate soltanto gli amici allegri. I brontoloni vi deprimono.
3. Non smettete mai di imparare. Imparate di più sui computer, i lavori manuali, il giardinaggio, qualsiasi cosa. Non lasciate mai il cervello nell’ozio. “Una mente oziosa è il laboratorio del diavolo,” e il diavolo si chiama Alzheimer.
4. Godete delle piccole cose.
5. Ridete spesso, a lungo e ad alta voce. Ridete fino ad ansimare.
6. Le lacrime a volte capitano. Sopportate, addoloratevi e andate avanti. L’unica persona che resterà con voi per tutta la vostra vita è Dio. Siate VIVI mentre vivete.
7. Circondatevi di ciò che amate, che sia la famiglia, gli animali, i ricordi, la musica, le piante, gli hobby, qualsiasi cosa. La vostra casa è il vostro rifugio.
8. Curate la vostra salute: se è buona preservatela, se è instabile, miglioratela. Se non siete in grado di migliorarla da soli, cercate aiuto
9.Evitate i complessi di colpa. Fatevi piuttosto un giro al centro commerciale, fate un viaggio in una regione vicina, all’estero, ma MAI un viaggio nei rimorsi.
10. Dite alle persone che amate che le amate, ad ogni occasione
PROMEMORIA:
La vita non si misura dal numero di respiri che facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.
11:41 Scritto da: nomdeplumes in blog life, opinioni, Tributo | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: 10 regole per restare giovani, giovani per sempre | OKNOtizie |
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21/01/2012
Dedicato a Maria
Maria. Amica indimenticabile. Suocera incomparabile.
Maria. Donna forte. Donna fragile. Grande donna!
11:50 Scritto da: nomdeplumes in blog life, dissertazioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: dedicato a maria, maria: suocera indimenticabile | OKNOtizie |
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